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MAZZA
ATTILIO, D'Annunzio sciamano, Milano, Bietti, 2001, 260 pp.
Premessa
dell'autore :
Nell'introduzione
al primo volume di Arcana Mundi, Georg Luck, già docente
di letterature classiche in varie università americane, osserva
che il termine «sciamano ha una sua utilità perché
è più neutro rispetto a mago o taumaturgo (artefice
di miracoli). Gli antropologi, gli esperti di folclore e di religioni
comparate hanno studiato a lungo il fenomeno dello sciamanismo,
ma è stato E. R. Dodds a introdurlo nella storia della cultura
greca. Come egli scrive, lo sciamano è una "'persona
psichicamente instabile", che è stata chiamata ad una
vita religiosa (o filosofica), che si sottopone ad una vita ascetica
(digiuno, lunghi periodi di preghiera in solitudine) e che acquista
poteri sovrannaturali e, talvolta, la capacità di scrivere
poesia, fatto, quest'ultimo, che è realmente un potere (o
almeno lo era per gli antichi). Lo sciamano può guarire gli
ammalati, capire il linguaggio degli animali, essere in posti diversi
nello stesso momento e così via». L'ipotesi che Gabriele
d'Annunzio possedesse alcuni di questi poteri e che fosse uno sciamano
merita di essere approfondita lasciando agli studiosi e ai lettori
ogni conclusione.
Attilio
Mazza
Recensione
di Gabrieledannunzio.net:
Attilio
Mazza, scrittore e giornalista, anche sindaco di Gardone Riviera,
ha dedicato molte pagine alla cittadina del Vittoriale sia dal punto
di vista storico che turistico. Sue sono le principali guide alla
dimora dannunziana: D'Annunzio e il Vittoriale: guida alla casa
del poeta, Gardone Riviera, Edizioni del Vittoriale, 1985; D'Annunzio
et le Vittoriale: guide de la maison du poete, traduit de l'italien
par Jeanne Heaulme, Gardone Riviera, Editions du Vittoriale,
1987; Cargnacco prima di D'Annunzio, Brescia, Ecoedizioni,
1985; D'Annunzio grande ospite al Vittoriale, Bergamo, Burgo,
1988; Vittoriale: casa del sogno di Gabriele d'Annunzio,
Brescia, Edizioni del puntografico, 1988. Fra gli altri studi dannunziani
compaiono L' harem di d'Annunzio, Milano, Mondadori, 1995;
D'Annunzio e l'occulto con un saggio astrologico di Sirio,
Roma, Edizioni mediterranee, 1995; Gabriele re dei Pinchi: l'umorismo
dannunziano, Montichiari, Zanetti, 2000.
Dannunzio
sciamano intende illustrare «inusuali poteri, stanze destinate
a pratiche esoteriche, nascoste cerimonie iniziatiche» che
avrebbero caratterizzato l'universo dannunziano negli anni del Vittoriale.
Prendendo le mosse dallo studio di MIRCEA ELIADE, Lo sciamanismo
e le tecniche dell'estasi, Roma, Edizioni Mediterranee, 1974,
Mazza intravvede segni di sciamanismo nelle componenti magico-esoteriche
dell'estetica simbolista e panistica che contrassegnano la produzione
dannunziana, senza considerarne l'origine culturale rispettivamente
francese e schopenhaueriana. Non è infatti lecito desumere
che le suggestioni esoteriche, così frequenti nella cultura
francese ed Europea da Hugo a Nerval, Nodier, Baudelaire, Mallarmé,
Rimbaud, Wagner fino a d'Annunzio, fossero accompagnate da un'effettiva
adesione spirituale e religiosa. Analogamente,
le 'patologie psichiche' del Poeta, primo fra tutti l'esasperato
erotismo quale strumento di evasione ed ispirazione, non è
elemento sufficiente per rilevare componenti sciamaniche nella personalità
dannunziana. Infine, inadeguatamente comprovate dai documenti sono
le doti profetiche, ipnotiche e taumaturgiche che Mazza attribuisce
a d'Annunzio, così come il significato esoterico di alcune
stanze del Vittoriale destinate a rituali magici. Alternativamente,
dai testi citati si evince la propensione del Poeta ad un esotismo
mistico, propinquo per molti versi allo sciamanesimo, ma inconsapevole
di una paranormalità diversa dall'autocelebrazione.
Enrico
Albertelli
Risposta
di Attilio Mazza alla recensione
I
giudizi relativi alla mia ultima ricerca intitolata D’Annunzio sciamano
pubblicata da Bietti costituiscono una verifica interessante. Tuttavia
mi sembra di poter affermare che alcune osservazioni sopra riportate
sono fragili. I riferimenti alle correnti di pensiero francesi e
schopenhauriane, ad esempio, non sono pertinenti. Gli eventuali
poteri di cui una persona gode sono a prescindere dalle temperie
culturali o dalle eventuali adesioni a correnti di pensiero! Si
tratta certo di un tema complesso che non mi sembra il caso di approfondire
in questa sede. Ritengo poi parziale l'affermazione: "inadeguatamente
comprovate dai documenti sono le doti profetiche, ipnotiche e taumaturgiche
che Mazza attribuisce a d’Annunzio, così come il significato esoterico
di alcune stanze del Vittoriale destinate a rituali magici". Il
lettore del libro noterà, al contrario, che tutto è rigorosamente
documentato, anche se le diverse interpretazioni sono più che legittime.
Inoltre la maggior parte dei documenti citati non erano indirizzati
al pubblico (quindi non gravati dal sospetto di protagonismo) ma
assolutamente privati, addirittura appunti scritti da d'Annunzio
per se stesso, il quale ha pure affermato il significato esoterico
di alcune stanze. I suoi particolari poteri sono stati poi testimoniati
da numerose persone, da Tom Antongini ad alcuni amici francesi fra
cui Philippe Jullian, ma soprattutto da alcune donne che non caddero
nella rete tesa dal grande seduttore quali la celebre danzatrice
Isadora Duncan e la scrittrice Sibilla Aleramo e addirittura dal
medico personale del poeta nel periodo del Vittoriale, dott. Antonio
Duse. Lo stimolo alla ricerca è nato proprio da quanto scrive Albertelli
e cioè che "dai testi citati si evince la propensione del Poeta
ad un esotismo mistico, propinqui per molti versi allo sciamanismo".
A conclusione del volume D’Annunzio sciamano si legge, inoltre:
"D’Annunzio poeta superuomo, costantemente in primo piano nella
scena letteraria, in guerra e nella vita mondana, protagonista di
vicende eroiche ed erotiche, finì dunque per negare, con l’atteggiamento
da primo attore, la propria sensitività e la propria stessa concezione
più alta, pur essendone attratto, in un perenne e ambiguo gioco".
Anche le doti paranormali del poeta sembrano dunque destinate a
rimanere un enigma, come egli stesso scrisse, e come citato nel
volume: "Chi mai, oggi e nei secoli, potrà indovinare quel che di
me ho io voluto nascondere?". E ancora: "Certo io non vorrò mai
raccontare quel che so e che voi ignorate né conoscerete mai. Io
ve lo dico senza rancore e senza orgoglio, pacatamente: mai". "Io
ho in me la mia verità, e la mia verità è incomunicabile". "Io non
voglio parlare del mio enigma, né del mio segreto". "Il mio mondo
è un’azione mutua tra gli iddii e me".
Attilio
Mazza
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