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Il
befano alla befana. L'epistolario con Luisa Baccara,
Milano, Garzanti, 2003.
Quarta
di copertina:
In
quella prigione dorata che fu per lui il Vittoriale degli Italiani,
Gabriele d'Annunzio scrisse la maggior parte delle 1780 lettere
inviate a Luisa Baccara, la donna che gli fu a fianco dal 1919 al
1938, anno della sua morte. Sono lettere per molti versi sorprendenti,
profondamente diverse da quelle da lui inviate a Barbara Leoni e
alle altre numerose amanti. Alta, snella, i capelli nerissimi con
una piccola ciocca d'argento, il "viso stretto", come scrive d'Annunzio,
e occhi enigmatici, Luisella attira subito, in quella estate del
1919, il poeta eternamente in cerca di amori esaltanti ed esaltati:
è un'artista, una pianista di grande sensibilità, e canta anche.
Da questo epistolario, raccolto con maestria e autorevole competenza
da Paola Sorge, emerge, accanto al poeta, la figura di Luisa Baccara,
una donna forte e dignitosa, dolce e aggressiva, che per certi aspetti
diventa la vittima di d'Annunzio: la protagonista di un vero e proprio
dramma, ma forse anche la spia messa da Mussolini a controllare
l'unico italiano in grado di oscurare la sua fama.
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